Molte donne, come anche molte ragazze, pensano che i cosmetici durino in eterno, ma in realtà non è così: come tutti i prodotti di bellezza anch’essi hanno una data di scadenza, l’unica cosa è che, a differenza di quello che avviene con gli alimenti, non sempre viene riportata in modo chiaro sulla confezione.

In linea di massima i cosmetici considerati altamente deperibili (quindi con una durata inferiore ai 30 mesi), come ad esempio quelli in crema (ombretti, correttori, mousse, eccetera), per legge hanno riportata sull’etichetta la data di scadenza precisa, con la dicitura che inizia con “Da consumarsi preferibilmente entro il…”

Per quanto riguarda i prodotti make up con una durata superiore ai 30 mesi, in quel caso vale la regola del PAO, ovvero il tempo trascorso dall’apertura, che in genere viene indicato sulla confezione con il simbolo di un vasetto aperto.

In generale i trucchi, a meno che non intervengano fattori esterni come luce o altri fonti di calore che ne alterino la composizione, possono considerarsi buoni e utilizzabili fino a 12 mesi dopo l’apertura.

Trascorso questo periodo, si dovrà poi valutare se i prodotti siano ancora impiegabili o meno: un mascara secco può essere recuperato con rimedi casalinghi, come ad esempio passarlo sotto l’acqua calda da chiuso o aggiungendoci una punta di crema idratante, ma se un fondotinta inizia ad avere una consistenza diversa, ad emanare un cattivo odore o ad avere un aspetto strano o oleoso, meglio buttarlo via senza pensarci due volte.

Prodotti cosmetici: dove si buttano?

I cosmetici scaduti, anche quelli liquidi, non devono mai essere buttati nel lavandino né tanto meno nel gabinetto, in quanto anche un gloss per le labbra dall’aspetto innocente può contenere sostanze petrolchimiche che possono contaminare le falde acquifere.

Il modo più sicuro per smaltire i prodotti di make up è quello di prendere un vasetto dotato di coperchio, aprirlo e gettarci dentro tutti i liquidi e le polveri indesiderate, dopodiché chiuderlo e buttarlo nella spazzatura casalinga.

Se invece si preferisce una soluzione ancora più ecologica, in alternativa è anche possibile contattare l’ente che si occupa dello smaltimento dei rifiuti pericolosi nella propria zona per chiedere indicazioni più specifiche sul riciclaggio dei cosmetici residui.

Alcuni di questi centri per lo smaltimento dei rifiuti, oltre a quelli per le bottiglie vuote, per le batterie usate, per il cartone, per il vetro e per le lattine di alluminio, dispongono anche di postazioni speciali in cui è possibile gettare i cosmetici scaduti o i loro residui.

Vecchi cosmetici: come si riciclano?

Alcune aziende, come la Lush e la Mac, offrono buoni sconto e altri piccoli premi per i clienti che riportano i vasetti vuoti dei vecchi cosmetici presso i loro punti vendita, mentre da qualche anno anche in Italia è arrivata TerraCycle, una start up nata nel 2001 che si prefigge l’obiettivo di recuperare anche i cosmetici scaduti per dare loro una seconda vita.

Tuttavia, se si preferisce una soluzione più green e creativa, esistono numerosi modi per riciclare i vecchi cosmetici, dando loro una seconda chance di esistere anche a casa propria e proteggendo anche l’ambiente dall’immissione di sostanze potenzialmente inquinanti.

Vediamone alcuni:

  • Barattoli vuoti: i barattoli vuoti, come ad esempio quelli grandi della Lush, una volta puliti bene possono diventare dei vasi per le piante low cost oppure dei portamatite o dei portapenne da mettere sulla scrivania.
  • Tubetti vuoti: i tubetti per le creme vuoti, se si ha la passione per il fai da te, possono essere utilizzati per fare lavoretti manuali con i bambini, per creare dei gioielli oppure degli scacciapensieri a vento da appendere davanti alla porta o sul balcone durante l’estate.
  • Ombretti: che siano stati acquistati per sbaglio, ricevuti in regalo di un colore che non piace o scaduti, esistono numerosi modi per dare una seconda esistenza agli ombretti. Per esempio, se si ama dipingere oppure si hanno dei bambini, possono essere utilizzati come acquarelli o per creare dei disegni originali, altrimenti possono essere ridotti in polvere e aggiunti ad uno smalto trasparente o neutro per ottenere uno smalto particolare e che sarà invidiato anche dalle amiche.
  • Rossetti: se sono già scaduti, meglio buttarli o portarli in ecocentro, ma se sono ancora buoni (la durata media di un rossetto può arrivare fino a due anni), possono essere mescolati con altri rossetti per crearne di nuovi oppure sciolti a bagnomaria per creare un fard in crema da applicare sulle guance o, se è troppo acceso, da utilizzare come trucco di Carnevale.
  • Mascara: un mascara secco, come abbiamo già visto in precedenza, può essere recuperato passandolo sotto l’acqua bollente oppure aggiungendo una punta di crema idratante.
  • Smalti: gli smalti secchi possono essere riportati in vita con l’aggiunta di un po’ di acetone. Tuttavia, se non si desidera più usarli, possono essere impiegati come rimedio contro le smagliature delle ghette (un metodo già conosciuto e ampiamente utilizzato dalle nonne), come antiruggine, come pittura per il vetro e per altri materiali come legno, sassi, ceramica e carta, oppure per rivestire i ganci e gli altri elementi in metallo della bigiotteria per renderli anallergici e a prova di prurito, in particolare se si soffre di allergia al nichel.