Vegana, ecologica e riciclabile: la borsa del futuro sarà realizzata in ecopelle vegetale e cruelty free, un materiale innovativo in grado di sostituire la pelle in modo etico e sostenibile.

Questa rivoluzione nel mondo della moda ha ricevuto una forte spinta dai clienti più ecologisti, interessati all’aspetto etico e ambientale della produzione di cuoio e pelle di derivazione animale.

Vediamo quali sono le caratteristiche dell’ecopelle vegetale e in cosa si differenzia dalla pelle e dal cuoio tradizionale.

 

Ecopelle vegetale vs pelle tradizionale:

una questione di inquinamento

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ecopelle vegetale similpelle pelle vegetale

Una conceria in Marocco

L’ecopelle vegetale nasce per offrire un’alternativa più etica ad animalisti e ambientalisti, che insorgono da anni contro l’industria del cuoio.

I processi di conciatura delle pelli rappresentano infatti una grave causa d’inquinamento ambientale, necessaria al fine di produrre un materiale solido, resistente e a lunga durata.

Per prima cosa le pelli devono essere stabilizzate al fine di impedirne i naturali processi di putrefazione.

Questo primo processo della fase di conciatura viene realizzato attraverso l’utilizzo di cromo e altri stabilizzatori chimici, per poi aggiungere solventi e altri agenti incredibilmente inquinanti.

Assieme all’utilizzo di sostanze e agenti chimici di varia natura, l’industria della pelle consuma tonnellate di litri d’acqua al fine di realizzare un prodotto in linea con degli standard qualitativi dettati dall’Unione Europea.

Questo enorme spreco idrico giunge a utilizzare fino al 400% di acqua in più rispetto al peso della pelle trattata.

Ultimo aspetto preoccupante è rappresentato dalle continue emissioni diffuse (quindi disperse nell’ambiente senza la possibilità di poterle depurare) di idrogeno solforato, ammoniaca, formaldeide e altre polveri cancerogene.

Da qui l’esigenza di trovare un’alternativa più ecologia ed etica all’interno dell’industria della pelle.

L’ecopelle vegetale si inserisce all’interno del mondo della moda in punta di piedi, conquistando nicchie di mercato e strappando clienti alla concorrenza.

Questo perché l’ecopelle vegetale non è solo un prodotto robusto e durevole, ma perché è capace di ingannare anche l’occhio più attento.

 

Ecopelle classica vs ecopelle vegetale

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Discorso a parte deve essere fatto per l’ecopelle, un’alternativa decisamente più ecologica e a ridotto impatto ambientale della pelle animale.

Molto spesso il termine “ecopelle” ci fa pensare a un materiale plastico, mentre parliamo sempre di pelle o cuoio di derivazione animale.

La differenza è nei trattamenti e nella fase di conciatura a cui è sottoposta.

L’ecopelle richiede l’utilizzo di solventi e agenti chimici naturali o a ridotto impatto ambientale, un minore consumo di acqua e un approccio più etico alla produttività.

Nonostante questi accorgimenti, l’ecopelle rimane comunque un prodotto con un’impronta ambientale decisamente elevata, non del tutto sostenibile.

Questo perché la materia prima da trattare, ovvero la pelle animale, ha un’impronta ecologia elevata ancor prima di diventare cuoio.

Gli allevamenti intensivi richiedono un enorme dispendio di risorse di acqua, terra, cibo, risorse che vanno a intaccare un enorme solco all’interno dell’impronta ecologica ambientale.

Da qui l’esigenza di trovare qualcosa di ancor meno inquinante, dall’approccio più etico e sostenibile.

Un enorme passo in avanti è stato fatto da chi ha avuto l’ingegno di utilizzare gli scarti della lavorazione agricola per produrre un’ecopelle vegetale di elevatissima qualità, estremamente resistente e facilmente riciclabile.

Le startup che hanno deciso di intraprendere questo percorso hanno scelto strade diverse per percorrerlo, tutte valide e diversificate.

Vediamo quali sono.

 

Ecopelle vegetale:

dagli scarti dell’uva alle foglie di ananas, ecco la nuova pelle veg

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Parlare di ecopelle vegetale scatena sempre qualche critica dal mondo della pelletteria tradizionale.

Ovviamente parliamo di una finta pelle, che nulla ha a che vedere con il cuoio animale.

La sensazione tattile e visiva che si vuole ricreare è però quella di una pelle tradizionale, capace di ingannare l’occhio più attento.

E possiamo dire che in molti ci sono riusciti. Scopriamo le eccellenze italiane ed europee che hanno fatto parlare di sé.

 

Grape Leather, l’ecopelle vegetale che nasce dal vino.

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Grape Leather, l’ecopelle vegetale che nasce dal vino

Il primo esempio di ecopelle vegetale che vi presentiamo è Made in Italy è rappresentato da Grape Leather, un team di ragazzi italiani che hanno realizzato un’ecopelle vegetale grazie agli scarti della produzione del vino.

La produzione vinicola in Italia produce ogni anno tonnellate di scarti che non vengono sfruttati, utilizzati perlopiù come rifiuto organico o trasformati in fertilizzante.  Il team Italiano che ha creato questo prodotto innovativo ha vinto il prestigioso premio “Global Change Award” della H&M Foundation.

La pelle è estremamente simile a quella di derivazione animale, mentre l’impatto ambientale è decisamente ridotto.

Un fiore all’occhiello dell’ingegno italiano applicato alla moda.

 

E per cucire assieme l’ecopelle vegetale?

Dalla Sicilia arriva Orange Fiber!

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Cucire Ecopelle vegetale: Orange Fiber

 

Altro brevetto Made in Italy è Orange Fiber, un tessuto completamente vegetale derivato dalla buccia dell’arancia.

Questo agrume può essere utilizzato con successo per produrre un filato resistente e durevole, perfetto per essere impiegato all’interno dell’industria della moda.

Questo progetto nasce in una regione dove gli agrumi vengono coltivati in abbondanza, ovvero la Sicilia.

E due ragazze catanesi, Adriana Santanocito ed Enrica Arena, hanno collaborato con il Politecnico Lombardo per la realizzazione di un filato il cui brevetto è stato da poco depositato.

Un’idea green ed ecologica, perfetta per utilizzare scarti di frutta e verdura destinati al macero.

 

Ananas Anam, l’ecopelle vegetale che profuma di Ananas

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Ecopelle vegetale all'ananas: Ananas Anam

 

Un altro produttore di similpelle vegetale è Ananas Anam, un’azienda Inglese che ha scoperto come utilizzare le foglie di Anans per produrre la “Piñatex leather”, un finto cuoio vegetale resistente ed elastico.

Oltre ad essere estremamente ecologico, la pelle “Piñatex leather” è estremamente etica: garantisce infatti un ulteriore reddito ai coltivatori di Ananas, perlopiù localizzati nelle zone più povere del mondo.

Per ogni metro di questa ecopelle vegetale servono circa 15-16 Ananas, mentre il costo finale della pelle è di soli 20 Euro al metro.

Un risparmio di soldi e di risorse ambientali non riciclabili, due fattori che rendono Ananas Anam un prodotto davvero innovativo.

 

Ecopelle vegetale:

l’interesse di Nike, Adidas e Puma.

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L’arrivo sul mercato di questa nuova ecopelle vegetale e 100% veg ha incuriosito anche i più noti brand di calzature sportive, che hanno cominciato a testare dei prototipi da offrire alla loro clientela ecologista o vegana.

La strada per la commercializzazione è ancora lunga e impervia, ma sicuramente è stato suscitato un certo interesse da parte delle più grandi multinazionali del settore.

Speriamo quindi che questi progetti non vengano abbandonati, inserendosi in maniera etica e responsabile in un settore fruttifero come quello della moda.

 

Giorgia Biglia

Giorgia Biglia

Ansiosa e frenetica, amo scrivere e amo cercare nuove idee e soluzioni per provare ad amalgamare al meglio la nostra società con la natura che ci circonda.

3 Comments

  • mimi topi ha detto:

    Sono contenta di questa nuova attenzione del mercato e dei consumatori. Sono vegana, e non c’è necessità di rinunciare alla qualità per agire eticamente. Belle notizie.

  • Roberto Bellagamba ha detto:

    Buongiorno,
    potrei avere il nome della ditta che produce la ecopelle vegana? Grazie, [email protected]

  • Anonimo ha detto:

    Sarebbe meraviglioso, vorrei però sapere qualche problema derivato, come tutte le cose..!

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