Se sei arrivato fin qui, probabilmente è perché, mentre facevi ricerche sul nuovo ecobonus pubblicizzato dal governo italiano per favore la riqualificazione energetica, ti sarai chiesto se anche le stufe a legna e pellet hanno diritto all’ecobonus.

Ebbene, iniziamo con il darti una buona notizia: sì, anche le stufe a legna e quelle a pellet hanno diritto all’ecobonus. Quindi, se tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2020 hai dovuto sostituire il tuo vecchio impianto con uno energeticamente più efficiente, oppure ne hai dovuto installare uno nuovo all’interno di un edificio già esistente (e non ancora in costruzione), puoi richiedere l’accesso ai benefici fiscali per l’efficienza energetica degli edifici e le detrazioni per le ristrutturazioni (o Bonus Casa).

Fatta questa premessa, ecco come richiedere l’ecobonus per le stufe a legna e pellet, la documentazione da fornire e, per ultimo ma non meno importante, come avviene la relativa erogazione.

Ecobonus per stufe a legna e pellet: chi può richiederlo e come viene erogato?

L’ecobonus per le stufe a legna e pellet può essere richiesto da tutti i cittadini maggiorenni, residenti in Italia, che sono proprietari di una o più unità immobiliari all’interno di un edificio esistente e che, tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2020, hanno sostenuto delle spese di riqualificazione energetica.

Il bonus viene erogato sotto forma di detrazioni fiscali (fino al 50% per spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020 e fino a un massimo di 30.000 euro per unità immobiliare) o, se l’utente ne fa richiesta, sotto forma di cessione di credito.

Per quali interventi è possibile fare richiesta dell’ecobonus?

L’ecobonus, per quanto riguarda le stufe a legna e pellet, può essere richiesto per coprire il 50% delle spese sostenute per la sostituzione totale o parziale di un vecchio impianto termico così come per installarne uno nuovo all’interno di un edificio già esistente.

Oltre che per la sostituzione e per l’installazione, il bonus può anche essere richiesto per lo smontaggio e la dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, per la fornitura e la posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche e per le opere idrauliche o murarie necessarie per la sostituzione dell’impianto termico presente con un generatore di calore a biomassa.

È possibile fare richiesta dell’ecobonus anche per tutte le spese per le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi, nonché della documentazione tecnica.

Quali documenti sono necessari per ottenere l’ecobonus?

Per ottenere l’ecobonus, secondo le informazioni riportate sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, è necessario inoltrare all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) la seguente documentazione:

  • Una scheda descrittiva dell’intervento per cui si richiede l’ecobonus, da trasmettere unicamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui sono terminati i lavori (per esempio, se i lavori sono terminati nel 2020, si dovrà digitare: https://ecobonus2020.enea.it), entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori
  • Il calcolo del risparmio energetico. In caso di installazioni di nuovi impianti per la generazione di calore, questo calcolo va eseguito in base alla tecnologia standard di riferimento
  • Le fatture relative alle spese sostenute per gli interventi
  • La ricevuta del bonifico bancario o postale, che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria del 2007, il numero della fattura e la relativa data, i dati del richiedente e il nome del beneficiario del bonifico
  • La ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che funge da garanzia perché indica che la documentazione è stata trasmessa in modo corretto. Per gli invii effettuati via posta, ricevuta della raccomandata postale.

I clienti tecnici, oltre alla documentazione sopraelencata, dovranno inoltre fornire l’asseverazione (o, in alternativa, una dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate), la documentazione originale inviata all’ENEA, debitamente firmata, e le schede tecniche delle stufe a legna e pellet.