Dopo gli scandali scoppiati in Germania con il diesel Gate, tutta l’Europa si sta muovendo per mettere il Diesel fuori dal mercato in tempi brevi.

Case automobilistiche e sindaci si stanno muovendo per trovare una soluzione alternativa al Diesel, che in Europa è utilizzato per la maggior parte.

Basti pensare che 7 auto a diesel su 10 sono prodotte per il mercato europeo, e che circa il 55% dell’intero parco macchine in circolazione presenta un motore diesel, per un totale di 40 milioni di auto diesel attualmente in circolazione.

Mettere il diesel fuori dal mercato potrà sembrare una contromisura eccessiva, ma ne guadagneremo in salute e in qualità dell’ambiente.

Perché mettere i motori diesel fuori dal mercato?

Il diesel è la principale causa di rilascio di biossido di azoto (NO2) nei nostri centri cittadini, favorendo un effetto cappa in grado di intasare i nostri polmoni e peggiorando drasticamente la nostra salute.

Le emissioni di biossido di azoto prodotto dal diesel delle macchine causa ogni anno 22.000 morti in Italia, prima nazione in Europa per auto diesel.

Solo nel nostro continente le morti premature causate da questo tipo di inquinamento sono circa 70.000, un dato impressionante raccolto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente.

Paradossalmente le auto diesel sono anche più inquinanti rispetto quelle a benzina: basti considerare che ogni auto diesel rilascia 4 tonnellate di gas serra in più rispetto a una comune auto a benzina nel suo intero ciclo di vita, dati confermati da una ricerca della Transport&Environment.

Un numero davvero esorbitante se consideriamo quante macchine diesel circolano nei nostri centri cittadini più estesi, come Roma o Milano.

Questi numeri sono prodotti da diversi fattori, legati principalmente al processo di raffinazione del diesel e della produzione del motore, estremamente più complesso rispetto a un motore a benzina o a metano.

Diesel peggio del petrolio

Quando uscirà il diesel dal mercato?

L’uscita dal mercato dei motori diesel sarà graduale, per permettere a tutti gli automobilisti di adeguarsi ai nuovi standard di mercato.

Le prime città a mettere dei limiti saranno Milano e Roma, ma già le case automobilistiche cominceranno a ridurre il loro parco macchine.

Il nostro consiglio è quello di evitare l’acquisto di un’auto diesel, preferendo piuttosto una soluzione elettrica o a metano.

Ecco tutte le varie date fornite dalle capitali e dalle case automobilistiche.

Diesel fuori dal mercato, ecco i provvedimenti presi dalle città

In Italia e nel resto d’Europa le capitali Europee e le città più popolose stanno invertendo la rotta: durante il summit C40 for Climate Roma si è impegnata a vietare il traffico delle macchine diesel entro il 2024, divieto esteso a qualsiasi tipo di motore diesel ma solamente nel centro città.

Anche Milano prende una netta posizione, dichiarando che entro il 1 Ottobre 2019 le auto Diesel Euro 4 senza filtro antiparticolato non potranno circolare in città. Successivamente il divieto sarà esteso anche alle vetture Euro 5 (nel 2024) ed euro 6 (nel 2025).

Mano a mano che le capitali europee prendono posizioni così nette le case automobilistiche cominciano a tirare le somme, cambiando i loro piani a lungo termine.

Diesel fuori dal mercato, come stanno reagendo le case automobilistiche

Per andare incontro ad una richiesta di mercato così specifica, le case automobilistiche stanno sviluppando nuovi prodotti in grado di sostituirsi al diesel.

Volvo ha dichiarato che entro il 2019 non produrrà più macchine con motore Diesel, ma solo auto ibride o elettriche.

Anche il gruppo Fiat Chrysler (con i marchi Fiat, Jeep, Maserati, Alfa Romeo, Chrysler e Ram) ha dichiarato di non voler più produrre veicoli privati con motore diesel entro il 2022, valutando anche la produzione di linee elettriche, di cui attualmente è sprovvista.

Questa drastica soluzione delle case automobilistiche trova ragione nei sempre più alti costi di produzione.

In un’inchiesta di Quotidiano.net si spiega che i costi delle auto diesel “saliranno del +20% per lo sviluppo di tecnologie in grado di rispettare i sempre più stringenti target sulle emissioni. Il tutto accompagnato dall’inesorabile avanzata delle auto elettriche, sempre meno care, sia in produzione che al cliente”.

Questi costi non sono più sostenibili dalle industrie automobilistiche, che cercheranno soluzioni migliori per venire incontro alle nuove richieste di mercato.

Case automobilistiche: le reazioni

Diesel fuori dal mercato e incentivi per l’acquisto

I piani di pensionamento delle auto diesel devono ovviamente venire incontro a chi non ha un budget per permettersi di comprare una nuova auto.

E così stanno man mano fiorendo nuove soluzioni per favorire l’acquisto di motori elettrici o con tecnologie non inquinanti.

Ecco gli incentivi per cambiare auto:

  • In Basilicata, Marche, Puglia, Liguria, Umbria, Lazio, Veneto e Campania: esenzione del bollo auto per 5 anni per chi acquista una macchina elettrica.
  • Lombardia: contributo di rottamazione di 90€ ed esenzione per bollo auto per 3 anni per chi acquista una macchina elettrica.
  • Provincia di Bolzano: fino a 4.000€ di incentivo per l’acquisto di una macchina elettrica e 2.000€ per l’acquisto di una macchina ibrida, con esenzione del bollo per 5 anni e riduzione del 22,5% dal sesto anno in poi.

In alcune regioni (come Marche e Basilicata) si sta pensando anche all’eventualità di levare le zone ZTL per le macchine elettriche e di rendere i parcheggi blu completamente gratuiti. Mano a mano che andremo avanti si definiranno meglio le dinamiche di questi nuovi progetti, con i conseguenti incentivi.

Diesel fuori dal mercato: i benefici per l’ambiente

I primi a beneficiare dell’uscita del Diesel dal mercato saremo noi, perché l’aria che respireremo sarà molto meno inquinata e più salubre.

In seconda linea si abbatteranno drasticamente le emissioni di gas serra, diminuendo del 15% le emissioni totali di CO2 e NO2 nell’aria.

Un vantaggio per noi e per l’ambiente.

Giorgia Biglia

Giorgia Biglia

Ansiosa e frenetica, amo scrivere e amo cercare nuove idee e soluzioni per provare ad amalgamare al meglio la nostra società con la natura che ci circonda.

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