Cittadini Ecologisti

Olio di palma nei biocarburanti: il parere dei cittadini

L’olio di palma all’interno dei biocarburanti non mette d’accordo i cittadini europei che chiedono lo stop alla produzione prima ancora della data concordata del 2030.

Ecco, di seguito, i punti più importanti e cosa pensano a tal proposito i cittadini europei.

Stop all’olio di palma nei motori di auto e aerei

Si sta parlando moltissimo in questi giorni dell’olio di palma bruciato per alimentare motori di aerei e autovetture: un sondaggio svolto da YouGo e richiesto da Transport & Environment ha fatto emergere dati davvero inaspettati.

I cittadini europei – compresi quelli italiani – chiedono lo stop alla produzione di olio di palma prima del 2030, data limite concordata con l’Unione Europea.

Un dato, questo, molto importante che dovrebbe essere preso in seria considerazione dal Governo e dal Parlamento.

Stiamo parlando, infatti, un periodo di transizione verso nuove e sempre più richieste fonti rinnovabili. Secondo i dati, la produzione di olio di palma sarebbe – non solo direttamente ma anche indirettamente – una minaccia per gli animali, per il futuro dell’umanità e causa della deforestazione in tutto il mondo.

Legambiente, a questo proposito, ha deciso di scrivere direttamente a chi di dovere invitando allo stop dei sussidi che sono predisposti per la produzione di olio di palma per il diesel. Tutto questo segue anche il lancio della petizione #unpienodipalle lanciata a luglio 2020.

I dati e le opinioni degli intervistati

A fronte di questo sondaggio, parlano direttamente i numeri che sono stati raccolti:

Il dato più allarmante rappresenta il 90% degli intervistati che non era a conoscenza di questo fatto, ovvero che il diesel venduto qui in Italia potesse contenere olio di palma.

Ma non solo, perché il 54% degli italiani vorrebbe lo stop anche nell’utilizzo della soia.

Perché bruciare olio di palma è dannoso?

È bene evidenziare che questo fatto sia molto dannoso, ancora più del petrolio. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, l’aumento delle piantagioni avviene a discapito delle foreste tropicali con conseguenza di deforestazione e danni per tutti gli animali che abitano in queste zone.

Non solo, perché secondo i dati anche gli uomini vengono sfruttati – insieme alle loro famiglie – come contadini sotto pagati.

L’impatto è globale come sottolinea il rapporto Gobion che è stato pubblicato dalla Commissione Europea: si evince che le emissioni di anidride carbonica rappresentano il triplo rispetto di quelle che vengono prodotte dal gasolio fossile.

Nel nostro Paese – dati del GSE nel 2018 – sono stati utilizzati ad oggi 1,23 milioni di tonnellate di olio di palma o suoi derivati per la produzione del biodiesel o per l’energia elettrica.

Da non dimenticare anche la preparazione di cibi, detersivi e cosmetici. Con questi dati l’Italia risulta essere il terzo Paese dell’Unione Europea in vetta alle classifiche come importatore.

Nel testo inviato da Legambiente viene chiesto di varare la legge che porti all’abolizione graduale entro il 2023 e lo stop alla produzione dal 1° gennaio 2021.

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