alimentazione vegetariana

Chi sono i vegetariani?

I vegetariani sono coloro che eliminano dalla propria alimentazione qualsiasi alimento, che questo sia carne o che sia pesce che possa aver causato direttamente o indirettamente, la morte di qualsiasi specie vivente che appartenga al mondo animale e sostituiscono questi piatti con alimenti che contengono proprietà affini, come fibre e legumi.

Questa decisione, seppur molto rigorosa, è basata su dei principi di salvaguardia ambientale, su valori etici e religiosi oltre che, ovviamente, igienisti e salutisti.

L’aderenza a tale tipo di filosofia, perché è di questo che si parla, risale ai tempi dell’antica Grecia.

Uno sguardo al passato

In ambito pitagorico (la filosofia-religione che vede come padre Pitagora, il matematico), era assolutamente vietato cibarsi di animali.

I seguaci di Orfeo, nello stesso periodo, dovevano astenersi dalle uccisioni di qualsiasi essere vivente, che questo fosse umano o animale, come perenne ricordo e monito all’uccisione brutale da parte dei Titani del dio Dionisio.

Persino per Platone i corpi degli animali, così come quelli degli uomini, non erano altro se non involucri materiali, persino prigioni della psiche, ovvero, in maniera molto esemplificativa, dell’anima.

Anche in altre parti del mondo, come per esempio in India, la teologia hindu e, quindi in seguito il buddismo, avevano (e hanno) un particolare riguardo verso lo stile di vita vegetariano.

Ovviamente, sebbene questo appaia come contraddizione, le ingiunzioni sulla vietata violenza nei confronti degli animali trovavano sospensione per quanto riguarda il sacrificio votivo nei confronti degli dei, ma questo era concesso perché si trattava di una norma religiosa.

In ogni caso ed in ogni epoca, erano pochi i consumatori di carne, specie nei periodi di carestia.

Spesso e volentieri le città erano poche ed erano per lo più abitate da contadini e braccianti, che hanno finito con il diventare vegetariani per obbligo, per povertà piuttosto che per altro.

Alcune epidemie potevano decimare i greggi e potevano anche trasmettersi all’uomo.

La carne non era a disposizione come invece lo è oggi.

 

Che ragioni spingono a diventare vegetariani?

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Di solito le motivazioni che spingono le persone ad eliminare dalla propria alimentazione carne e pesce, sono quelle, prettamente etiche, di salvaguardia della vita di qualsiasi essere vivente.

Quindi, scelte religiose e anche ambientali, in quanto allevamenti intensivi possono aiutare ad incrementare le emissioni di gas effetto serra come l’anidride carbonica o come l’ammoniaca, di cui gli animali sono grossi emettitori.

Molti ritengono che l’individuo animale sia del tutto analogo all’uomo e che sia un essere senziente dotato della nostra medesima sfera emotiva, ovvero che è in grado di provare piacere, dolore, felicità e, pertanto, esso debba vedere, esattamente come noi, preservati i fondamentali diritta alla libertà e alla vita.

La carne non è altro se non cibo ottenuto con lo sfruttamento degli stessi, specie se si fa riferimenti agli allevamenti intensivi a stabulazione fissa e che si ricorrano a pratiche molto cruenti e violente per ucciderli.

Oltre ad evitare l’alimentazione basata su di essi, di solito i vegetariani sono anche avversi alle pratiche di sperimentazioni sugli animali, alla caccia, alla pesca, alle manifestazioni circensi, rodei o corride.

 

La dieta vegetariana

È di estrema importanza sottolineare come questo tipo di dieta vegetariana non reca danni alla salute se e solo se è effettuata in modo corretto ed è ben bilanciata.

La presenza di proteine è essenziale nella nostra alimentazione e, allo stesso modo, le vitamine che sono presenti nel pesce.

Le diete vegetariane più diffuse sono quelle che trovano il proprio fondamento sull’assunzione di cereali, legumi, frutta secca, frutta e possono comprendere, sebbene in misura ridotta, latte e uova.

Tra i cereali più diffusi si possono riscontrare kamut, miglio, quinoa, cus cus, soia e setan.

Meno comuni, o anche solo un po’ meno noti, sono i prodotti a base di soia (anche se ultimamente sono sempre più presenti piatti come hamburger di soia anche negli scomparti dei nostri supermercati) come alghe alimentari (per capire meglio, sono le alghe che vengono utilizzate nel sushi), semi di aria natura e si utilizzano dolcificanti come il malto.

I cereali, essendo molto ricchi di carboidrati, rappresentano la principale fonte energetica di questa dieta.

Il livello di calcio (sebbene, per quanto riguarda i vegani, questi siano più bassi, al limite del carente) e di vitamina D sono considerati equiparabili a quelli presenti nelle diete di chi si nutre a base di alimenti con carne e vi è un maggiore apporto di fibre e fitocomposti.

Alcuni adulti possono sviluppare una leggera anemia, ovvero una carenza di ferro nel sangue.

Secondo quanto detto in una conferenza stampa dall’Acedemy of Nutrition and Dietetics (ex American Dietetic Association) “le diete vegane, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane ben pianificate sono appropriate per tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza e allattamento. Le diete vegane, latto-vegetariane e latto-ovo-vegetariane correttamente strutturate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella prima e seconda infanzia e degli adolescenti, e promuovono una crescita normale”.

Infatti, più che altro durante la gravidanza è essenziale un corretto apporto della vitamina B12, che, in maniera analoga, si può anche assumere con integratori alimentari senza far correre alcun tipo di rischio per il bambino.

Le diete vegetariane, grazie al loro elevato contenuto in carboidrati e basso contenuto in grassi, si configurano anche come diete ottimali per chi pratichi sport (anche a livello agonistico) e sono in grado di soddisfare anche il fabbisogno degli atleti agonisti.

 

Rappresenta un pericolo per la salute?

Senza alcun dubbio, l’eliminazione di un alimento base dalla dieta può comportare dei rischi per la salute.

Ma sono infondate alcune credenze come, per esempio, il fatto che le proteine animali sono indispensabili per la nostra alimentazione e che senza di esse non si possa ricevere un adeguato apporto dei principali minerali naturali come ferro, zinco e calcio.

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Dall’altra parte è anche vero che cresce l’evidenza tra il consumo di cibi animali– e tra questi, in maniera particolare quello di carni rosse, affumicate o stagionate- e l’insorgenza di alcune patologie croniche quali diabete, malattie parassitarie, fino ad arrivare al tumore.

Questo accade soprattutto perché agli animali vengono somministrati molti ormoni della crescita, oppure antibiotici e altri farmaci simili.

L’effetto di questi ultimi e quello di renderci immuno resistenti all’aggressione di alcuni parassiti, oppure possono anche essere complici dell’aumento dell’obesità, dell’ipertensione, di alcune malattie cardiovascolari, artrite e simili.

È stato anche dimostrato dalla comunità medica che i vegetariani hanno meno probabilità di accumulo nel proprio corpo di alcuni tipi di inquinanti ambientali come DDT, DDE e PCB. Questi risulti sono stati riscontrati sia nel latte materno di alcune donne vegetariane sottoposte ai test, che, nello stesso modo, nelle concentrazioni plasmatiche e fecali dei vegetariani, che, a lungo termine, presentano anche una concentrazione minore di diossine e PBDE.

 

Bisogna tuttavia evitare certi errori

Per prima cosa non si deve cercare di sopperire alla carne aumentando l’assunzione di uova e latte, poiché essendo questi di origine animale, sono lo stesso ricchi di grassi e poveri di fibre.

Se si assumono cibi ricchi di ferro, evitare la contemporanea assunzione di cibi ricchi di calcio, perché ne provocano l’assorbimento.

Bisognerebbe anche, per la stessa ragione sopra citata, limitare l’assunzione di the, caffè, cioccolato e vino poiché sono ricchi di contenuto di tannini.

Una buona norma prevede, in ogni caso, che si assumano cibi il più vari possibile, ma sia che questo riguardi la dieta onnivora, sia che questo sia relativo alla dieta vegetariana.

Per lo più, è innegabile che lo sfruttamento degli animali ai fini alimentari è abominevole.

Anche coloro che decidono di consumare carne e esce, dovrebbero adottare certi tipi di accortezze.

Per esempio bisognerebbe sempre conoscere la provenienza di ciò di cui ci nutriamo.

Bisogna cercare di affidarsi a macellai a km zero e accertarsi del fato che gli ovini e i bovini non siano tenuti in stabulazione fissa ma libera.

Una buona norma è anche quella di evitare di consumare cibi che non sono di stagione e di comperare vestiti (come pellicce) che sono stati prodotti da torture.

Ognuno di noi dovrebbe essere più umano.

 

Chi sono i vegani invece?

Si definiscono vegani quelle persone che si rifiutano di ingerire ed indossare qualsiasi derivato animale, che questo sia uova, latte, carne o pesce, qualora questi siano stati “contaminati” da mano umana. Insomma, vietato utilizzare qualsiasi prodotto di origine animale, neppure come farmaco o come integratore.

 

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