Cittadini Ecologisti è un movimento ecologista. Non è un partito.
Di fonte alla profonda crisi ecologica, economica, migratoria, finanziaria, energetica e alimentare.
proponiamo alla società italiana un patto di solidarietà ecologista.
Non è un piano d’urgenza o un rattoppo alla crisi, ma è qualcosa di più profondo.
E’ un programma per una società del Buen Vivir, dove all’economia monetaria si sostituisce l’economia delle risorse.
L’attuale modello di sviluppo crea migliaia di disoccupati in più ogni mese.
Non possiamo essere soddisfatti da mezze misure, come quelle che propongono un rilancio attraverso il consumo facendo aumentare il sovraindebitamento e senza tener conto dei bassi profitti, o come quelle che propongono un rilancio attraverso investimenti in settori superati.
Queste opzioni hanno altra ambizione se non bruciare altri miliardi d’euro in un sistema di sviluppo che si è dimostrato ingiusto e fallimentare.
A nostro avviso non si può risolvere la crisi con le politiche che l’hanno provocata.
Non si troverà una soluzione se non attraverso un orientamento politico nuovo: la conversione ecologica dell’economia ed un altro progetto di società.
La nostra attenzione è centrata sulle risorse che devono essere utilizzate pensando alle generazioni future.
Il nostro impegno è per un’economia di pace che porti ricchezza e prosperità laddove oggi l’attuale modello economico sfrutta, impoverisce, conquista con le guerre militari e economiche.
Proponiamo qui la parte del Patto di solidarietà ecologista che parla dell’ecologia della politica.
Pensiamo che la politica di oggi sia malata, succube dei soldi e del potere e incapace di governare creando reali e duraturi benefici ai cittadini.
IL PATTO DI SOLIDARIETA’ ECOLOGISTA PER L’ITALIA
(estratto)
ECOLOGIA DELLA POLITICA
“PER RIDARE FIDUCIA AI CITTADINI, BISOGNA ARRESTARE IL DEGRADO DELLA POLITICA CAMBIANDONE RADICALMENTE LE REGOLE”
La politica in Italia soffre di una degenerazione inarrestabile, di cui la corruzione diffusa e l’irresponsabilità del ceto politico sono solo due esempi. Per ridare fiducia ai cittadini è necessario cambiare radicalmente le regole della politica.
PROPOSTA 1
Cambiare le regole per gli eletti
Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
Rotazione e limite ai mandati
Chi fa politica non deve essere ricattabile e quindi deve avere un lavoro.
Non si può pensare di vivere di cariche pubbliche elettive o nomine nei consigli di amministrazione.
Per garantire la politica partecipata e non di professione si devono limitare i mandati:
- massimo un mandato parlamentare regionale o nazionale;
- massimo un mandato per eletti e nominati (assessori, ministri, funzionari, presidenti e consiglieri aziende, ecc.), a livello comunale e provinciale;
- al massimo 4 mandati in diversi livelli interrotti da almeno un mandato di “fermo biologico”.
Non è ammissibile il cumulo di cariche pubbliche elettive (esempio: sindaco, deputato, consigliere regionale, eurodeputato, …).
PROPOSTA 2
Cambiare le regole dei partiti
Per rendere strutturale il cambiamento è necessario che le garanzie di una buona politica diventino patrimonio di tutti.
E’ necessario quindi che cambino le regole che governano i partiti. Per questo è necessaria una legge sui partiti politici che ne disciplini il funzionamento e che preveda:
- Il divieto di cumulo di cariche istituzionali, di partito e associative
Divieto di cumulo di cariche allo stesso livello (rappresentante di associazioni o di forze politiche e carica pubblica elettiva o nominato negli stessi livelli territoriali o nei consigli di amministrazione di società partecipate).
- Misurarsi con il consenso e le preferenze degli elettori
Per chi riveste ruoli di rappresentanza negli organismi dirigenti di un partito od è nominato nelle istituzioni o nelle società partecipate è necessaria la verifica del consenso ad ogni elezione locali su liste dove gli elettori abbiano la possibilità di esprimere una preferenza.
- Retribuzione massima degli eletti e contributo all’organizzazione
E’ necessario un tetto massimo alla retribuzione netta per eletti e nominati (così come proponiamo un tetto massimo a quanto può percepire una privato dalle sue attività economiche). Se il compenso (comprensivo di diarie e rimborsi) è maggiore, la differenza deve andare al movimento che ha sostenuto l’elezione.
Per attuare questa regola di garanzia a livello regionale e nazionale gli eletti e i nominati trasferiscono tutto il percepito alla cassa del movimento e dalla cassa viene versato all’eletto o al nominato una somma mensile che integri eventuali redditi (pensioni, rendite, ecc.) fino a garantire una retribuzione massima limitato ad un salario medio-alto (2000 euro),
A livello provinciale e comunale vale lo stesso principio sopraesposto, ma il riferimento diventa di 1500 euro.
A garanzia di questi impegni è possibile formulare un contratto con i candidati (prima della accettazione della candidatura) per un finanziamento al movimento che ha sostenuto l’elezione da parte di una banca, garantita da quanto viene percepito dall’eletto o dal nominato.
Il finanziamento corrisponde al totale delle indennità e delle diarie (fino alla fine del mandato) percepite a partire dal mese in cui l’eletto: cambia schieramento politico, sospende di conferire le indennità e le diarie alla cassa del movimento, non si dimette al termine del periodo di rotazione.
- Delegati eletti non in base alle adesioni (tessere)
Convenuto che è impossibile in ogni partito eleggere i rappresentanti nazionali a suffragio universale, è ragionevole eleggerli con il sistema dei delegati. Per fare questo è necessario che la rappresentanza a livello nazionale di ogni provincia (il numero di delegati) sia calcolata in base a:
Ø il numero di iniziative pubbliche all’anno (che rispecchino un serie di parametri: partecipazione, diffusione, ecc.);
Ø il numero di residenti su cui gli attivisti della provincia lavorano.
- Garanzie di partecipazione
Per facilitare e e allargare la partecipazione che è una garanzia di democrazia è necessario rendere prassi:
Ø gli incontri a km zero, ovvero non si sposta nessuno e si usa la rete internet tramite un sistema di teleconferenze in caso di frequenti incontri nazionali e regionali
Ø la cassa di compensazione delle spese di viaggio: in caso di incontri nazionali e regionali ogni partecipante versa all’organizzazione una quota (che sommata alle altre corrisponde all’incirca al totale dei rimborsi per le spesa di viaggio dei partecipanti che si sono spostati), ad ogni partecipante che viaggia viene poi rimborsato una quota. Viene rimborsato il costo del viaggio – i partecipanti a km 0 contribuiscono come se viaggiassero anche loro. Ecco un esempio:
| Partecipanti | Quota | Totale |
| 10 locali | 10 euro | 100 euro |
| 10 da fuori | 10 euro | 100 euro |
| 200 euro |
| Partecipanti | Rimborso |
| 10 locali | 0 euro |
| 10 da fuori | 20 euro |
PROPOSTA 3
Cambiare le regole della politica
- Riduzione dei costi della politica
Occorre ridurre le indennità e i privilegi a tutte le cariche pubbliche elettive, agli amministratori, ai funzionari, a tutti i dirigenti di aziende pubbliche, ecc.
E’ necessario per questo istituire un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati nelle aziende.
- Partecipazione via internet
La partecipazione in diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato, deve essere garantita a tutti i livelli istituzionali.
Le proposte di legge devono essere rese pubbliche on-line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.
- Class action
Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
- Obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare
Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
- Copertura finanziaria delle leggi
Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria


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