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L’organizzazione Greenpace

Diventati famosi per i loro gesti eclatanti, gli attivisti di Greenpeace rappresentano oramai una delle più conosciute e apprezzate Ong (Organizzazioni Non Governative) al mondo.

Ciò vuol dire che è un’associazione finanziata tramite contributi individuali da parte di circa 2,8 milioni di donatori e fondazioni no profit, ma non accetta fondi da governi, partiti politici o grandi aziende.

Tutto nacque il 15 settembre 1971, quando una vecchia barca da pesca (la poi diventata famosa Phyllis Cormack) salpò da Vancouver con a bordo dodici volontari.

Lo scopo era impedire l’esplosione di una bomba nucleare ad Amchitka (un’isola vicino all’Alaska) poiché lo scoppio avrebbe potuto danneggiare una zona naturale protetta, un’oasi colma di animali in via d’estinzione come le aquile di mare testabianca e i falchi pellegrini.

Fondatori ed origini

Tra i volontari bisogna ricordare coloro che divennero poi i fondatori e cioè Jim Bohlen, Irving Stowe, Paul Cote e anche alcuni giornalisti.

Tramite la presenza dei media speravano di far sentire la propria voce a più persone possibile e speravano di impedire l’esperimento posizionandosi fisicamente sul posto con l’imbarcazione.

Fondatori GreenpaceIl nome dell’associazione deriva da un episodio curioso: il gruppo di protesta si faceva chiamare comitato “Don’t make the wave”, e cioè “Non create l’onda”, ma durante il primo viaggio l’imbarcazione su cui viaggiavano i fondatori fu ribattezzata Greenpeace.

Durante il tragitto da Vancouver, luogo d’origine della maggior parte delle persone presenti, l’imbarcazione fu intercettata dalla guardia costiera canadese nei pressi dell’isola di Akutan per formalità doganali ma anche a causa delle cattive e persistenti condizioni meteorologiche.

Sfibrati dopo un rischioso e lungo viaggio i volontari decisero di abbandonare l’impresa.

Poco tempo dopo aver preso questa decisione, appresero, con grande stupore, di essere finiti sulle prime pagine di molti giornali locali e non.

I membri dell’equipaggio decisero comunque di tornare a casa per capire il da farsi, ma durante il viaggio di ritorno incontrarono un gruppo di indiani Kwakiutl, che rivelò loro una profezia secondo cui dei “Guerrieri dell’arcobaleno” avrebbero salvato la Terra prima che questa “venisse depredata di tutte le risorse, che i suoi fiumi fossero avvelenati e che i cervi morissero a migliaia”, e li dichiararono loro fratelli di sangue.

Grazie all’inaspettato sostegno della gente si riuscì a progettare una nuova spedizione chiamata Greenpeace Too, ma essendo la distanza da coprire molto elevata e il tempo a disposizione troppo poco, il test venne portato a termine ugualmente il 6 novembre dello stesso anno.

Grazie all’intervento della nave di Greenpeace, e all’eco che aveva suscitato, si scatenarono svariate proteste tra Canada e Stati Uniti, tanto da rendere nota pubblicamente la volontà da parte del governo a stelle e strisce di non effettuare ulteriori test atomici. Da dopo quell’importantissimo episodio, l’isola di Amchitka è una riserva naturale per uccelli.

Un anno dopo, Greenpeace estende il suo campo d’azione e lancia la sua prima campagna contro i test nucleari francesi nell’atollo di Mururoa.

La notizia della protesta e del tentativo dei francesi di interromperla, fa il giro del mondo e, nel 1974, la Francia annuncia la fine dei test atmosferici. Per la prima volta nella sua breve storia, l’organizzazione riesce a fermare una catastrofe ambientale.

Un’altra importante vittoria riguarda la salvaguardia delle balene. Dopo secoli di caccia intensiva e indiscriminata, oltre ad esserci diversi cetacei a rischio estinzione, la Commissione Baleniera Internazionale (IWC), nata per proteggere le popolazioni di cetacei, era invece stata complice di alcuni fra i peggiori massacri della storia.

Greenpeace decide di affrontare direttamente le navi baleniere. L’idea di base è semplice: posizionarsi con i gommoni fra le balene e le navi per bloccare la traiettoria degli arpioni.

Le immagini dell’arpione che sfiora le teste dell’equipaggio per poi conficcarsi nella schiena di una balena, diventano un vero e proprio simbolo e quando la “Phyllis Cormack” fa ritorno in California, i membri dell’equipaggio vengono accolti come eroi e nel 1982 la stessa IWC vota a favore di una moratoria tutt’ora in vigore contro la caccia alle balene.

Il sabotaggio e il successivo affondamento della “Rainbow Warrior“, una nave di Greenpeace che sarebbe dovuta partire per una missione nel 1985, coinvolse anche un fotografo freelance, Fernando Pereira, che morì nell’esplosione.

Questo evento, seppure tragico, dimostrò il ruolo sempre più importante di Greenpeace e del movimento ambientalista a livello internazionale.

Con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione nella società, Greenpeace è diventata sempre più conosciuta e acclamata dai sostenitori ambientalisti.

 

Lotta pesca indiscriminata greenpaceLe lotte di Greenpace

Le azioni dirette, non violente e a volte spettacolari sono spesso efficicaci, o per lo meno riportano l’attenzione della gente su problemi comuni, ma poco noti, come ultimamente sono stati il riscaldamento globale, la pesca indiscriminata, l’utilizzo massiccio di pesticidi che sta portando alla scomparsa delle api.

Inoltre, avvalendosi di esperti in ogni settore a cui l’organizzazione vuol fare battaglia, essa si avvale di evidenti dati scientifici, in quanto ogni dossier, report o altra documentazione è basato su una precedente ricerca scientifica commissionata in maniera indipendente.

E’ importante che Greenpeace non riceva mai finanziamenti da grossi enti privati o dallo Stato, perché perderebbe la propria indipendenza e la propria credibilità.

Se ognuno di noi facesse la sua parte, diffondendo le notizie più importanti e firmando le petizioni, un movimento di coscienza globale aiuterebbe associazioni come Greenpeace a realizzare i propri progetti con minor difficoltà.

 

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