Energia

Fotovoltaico batte nucleare

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Un recentissimo articolo del Articolo del New York Times titola “Il nucleare perde i vantaggi economici”.
Per il più conosciuto quotidiano statunitense i pannelli solari fotovoltaici non sono oggi più costosi rispetto ad altre alternative al petrolio, come il nucleare. I costi dei sistemi fotovoltaici sono scesi a tal punto da essere inferiori a quelli, progressivamente crescenti, delle nuove centrali nucleari.
Il quotidiano riporta quanto affermato da alcuni universitari in un articolo dal titolo “Solare, Nucleare e i costi – Il sorpasso storico “.
“Questo sorpasso si è verificato a 16 centesimi per chilowattora” – si legge nel testo.
Un altro docente universitario sostiene che, mentre i costi dell’energia solare hanno registrato un calo, i costi del nucleare sono aumentati inesorabilmente nel corso degli ultimi otto anni. Le stime dei costi di costruzione – circa 3 miliardi dollari per reattore nel 2002 – sono state regolarmente riviste al rialzo ed ora sono circa 10 miliardi di dollari per reattore e probabilmente continueranno ad aumentare.
L’articolo riporta inoltre una serie di informazioni fornite da specialisti e consulenti. Secondo queste fonti, l’industria americana sta cercando di ottenere un sistema di finanziamento tale da obbligare gli utenti di energia elettrica a pagare il costo di nuovi reattori durante la loro costruzione e anche prima dell’inizio dei lavori. Significa che l’utente pagherà prezzi più elevati anche 12 anni prima che le centrali producano energia elettrica. E’ un sistema che scarica i rischi sui consumatori promettendogli costi più bassi quando la centrale produrrà energia. Così si permette di realizzare un utile anche quando il progetto fallisce, i consumatori si faranno carico dei rischi e dei costi e le aziende nucleari ne avranno comunque un profitto.
Un sistema che in Italia è stato già adottato per la costruzione dei rigassificatori: alle aziende verrà comunque riconosciuto dallo stato un profitto anche se l’impianto non lavora.
Dal 1943 al 1999, il governo degli Stati Uniti ha pagato più di un centinaio di miliardi di dollari in sussidi per l’energia eolica, energia solare e nucleare, ma più del 90% è andato al nucleare. Tuttavia questi costi non sono paragonabili con i rischi finanziari e le sovvenzioni che possono accompagnare la prossima costruzione di impianti nucleari.
Inoltre nessuno ha mai costruito un reattore contemporaneo con gli standard attuali. Nessuno ha l’esperienza per affermare esattamente quanto costa.
Il rischio di mercato è stato poi accresciuto dalla recente recessione. Con la crisi attuale è diminuita la domanda di energia. Si abbassa il tasso di crescita e a lungo termi la richiesta di elettricità.
Intanto i progetti delle nuove centrali nucleari sono già in difficoltà. Circa la metà di quelli presentati sono stati cancellati o in ritardo.
La questione fondamentale è quella dei costi-benefici. Mentre i costi del nucleare continuano ad aumentare, sono molto meno onerosi i sistemi per ridurre il consumo di energia .
L’efficienza energetica, la cogenerazione e le energie rinnovabili possono soddisfare le richieste di energia ad un costo medio di 6 centesimi per kilowattora, a fronte di un costo di 12 centesimi a 20 centesimi per chilowatt/ora per l’energia nucleare.

1 Commento a “Fotovoltaico batte nucleare”

  1. Pongo qui un problema relativo al corretto utilizzo delle energie alternative con particolare riferimento al Fotovoltaico. In Sardegna la multinazionale E.ON sta premendo per la realizzazione di un Megacentrale fotovoltaica da 100 MW. con impianto a terra che andrebbe ad occupare circa 200 ha di territorio dell’area industriale di Porto Torres, in provincia di Sassari e di una nuova centrale a Carbone da 42o MW. Intorno a questo progetto si sta sviluppando un dibattito che vorrei allargare a quanti vogliano esprimersi a riguardo. Personalmente sono fortemente contrario ad ogni ipotesi di concentrazione della produzione di energia da fotovoltaico in grossi impianti, ritenendo che vadano privilegiate, come peraltro la legge istitutiva del conto energia, intendeva fare,impianti di limitata potenza ed integrati nelle strutture edilizie. Inoltre gli incentivi sul fotovoltaico che noi tutti paghiamo in bolletta, garantiscono un ritorno economico all’utente finale, al comune cittadino, che andrebbe a solo vantaggio della multinazionale E.ON, sarebbe un pò come pagare due volte l’energia, innescando un processo a catena che porterebbe ad una insopportabile lievitazione dei costi. Ringrazio quanti vogliano esprimere la loro opinione in proposito. Umberto Destefanis