Gruppo di Livorno

A PROPOSITO DI “PENSIAMO IN GRANDE”. CONTRIBUTO SUL TRAFFICO IN CENTRO

A PROPOSITO DI “PENSIAMO IN GRANDE”.  CONTRIBUTO SUL TRAFFICO IN CENTRO bigimage

Con il massimo rispetto per l’amica Claudia Casini, per Avventura Urbana e tutti gli attori impegnati nel percorso partecipativo, a mio modo di vedere, il maggior limite di “pensare in grande” quello di … non farlo a sufficienza: se il battito di quella mitica farfalla generava uragani dall’altra parte del mondo, la chiusura al traffico privato di via Grande non può che avere forti ripercussioni sul traffico cittadino.
Sono costretto a registrare, ormai da anni, un arretramento del dibattito cittadino sul tema del traffico, passando da una logica di limitare l’uso del mezzo privato (per l’inquinamento ma anche per la riduzione dei gas climalteranti) al “fluidificare”, a (provare a) rendere più scorrevole il traffico, rinunciando di fatto a governare questo fenomeno.
Se il Comune attuerà il piano per la via Grande, manderà in pensione l’ormai ventennale provvedimento di piazza Cavour, che se da un lato ha contribuito a limitare il traffico veicolare in città, così come è stato attuato di sicuro non ha reso di certo appetibile il centro perché un’area pedonale non è il day after di una chiusura al traffico, visto che a distanza di molti anni insistono strisce pedonali e marciapiedi; eppure anche quella scelta è stata opera di un percorso partecipativo ante litteram, visto che ci fu un referendum vinto da chi voleva una città senza auto, ma le amministrazioni che si sono succedute hanno dimostrato di crederci poco.
Senza andare nel nord Europa in Italia troviamo strade e piazze riqualificate, (come a Parma dove una piazza un tempo destinata a parcheggio è stata trasformata in un giardino), quei salotti urbani che la nostra città non ha mai conosciuto, con verde, giochi d’acqua, arredo urbano di qualità e monumenti.
Un aneddoto: illustrando la chiusura della via della Madonna al Consiglio della Circoscrizione 2, l’allora assessore Matteoni affermò che, ciliegina della torta, sarebbe stata posta all’intersezione con viale degli Avvalorati una colonna sormontata da una vasca, se non mi sbaglio settecentesca, da lungo tempo nei depositi dei Bottini dell’Olio: io, fiducioso, la sto sempre aspettando.
Come ecologisti ci siamo impegnati ad inserire nel programma di Livorno Libera, a sostegno della candidatura di Marco Cannito, un punto che prevedesse incentivi per commercianti nelle aree pedonali, per l’occupazione del suolo pubblico. E perché non immaginare simili provvedimenti per la TARSU, visto che in aree pedonali è sicuramente più semplice istituire una raccolta porta a porta?
Riaprire piazza Cavour significa soprattutto riportare il traffico sui fossi, che furono chiusi anche per via del crollo avvenuto sugli Scali Olandesi; il traffico di allora era meno intenso di quello di oggi ma oltre che della statica degli scali credo ci sia da preoccuparsi per quello della Chiesa Olandese; sarà poi inevitabile una razionalizzazione dei parcheggi lungo i fossi, per evitare, forse, l’effetto “marmellata”, la congestione del traffico.
Inoltre c’è da immaginarsi che mole di traffico finisca per scaricarsi in alcune strade, già oberate dal traffico come via Giovannetti, via Del Fante e gli Scali Bettarini, per non parlare di strade di zone non centrali come la via Mastacchi che sono la cartina tornasole che ci fanno capire quanto sia necessario ripensare complessivamente l’uso del mezzo privato, dal lungomare al centro, arrivando alla porta a terra.
Certo, il traffico deve tenere la c.d. politica dei tempi, della necessità cioè della gente di lavorare, studiare, incontrarsi, portare i bambini a scuola, insomma vivere ma la follia è che siamo sempre più ostaggi di un mezzo che ci dovrebbe aiutare a spostarci e invece ci limita sempre di più, visto che il nostro paese per indice di motorizzazione è secondo ai soli Stati Uniti d’America.
Tutti abbiamo diritto alla mobilità, e spero che questo in futuro prescinda sempre più dal mezzo privato, come da tempo avviene nei paesi del nord Europa; comunque vada, per questo da cittadino sogno di vedere per la via Grande una moderna metropolitana di superficie che percorra un ring cittadino e si colleghi con altri nell’area vasta Pisa, Viareggio, Collasalvetti: questo sì che potrebbe rilanciare il turismo in città. E la vivibilità.

Andrea Morini Cittadini Ecologisti (ex consigliere circoscrizione 2)